Il lutto è una delle esperienze esistenziali più complesse e dolorose che un essere umano si trovi ad affrontare. Davanti alla perdita di una persona cara – un genitore, un partner, un figlio, un amico fraterno – ci si scontra con l’ineluttabilità della morte, una realtà che per istinto di sopravvivenza fatichiamo ad accettare.
Il dolore per la perdita porta con sé un profondo senso di abbandono, solitudine e un vuoto che inizialmente appare incolmabile. Di norma, l’essere umano possiede le risorse interne per attraversare le naturali 5 fasi del lutto (negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione) in un arco di tempo che varia solitamente tra i 12 e i 15 mesi.
Tuttavia, questo processo spontaneo può subire un arresto. Quando il dolore rimane acuto e invalidante a distanza di anni, si instaura un lutto complicato o cronico. In questi casi, la mente rimane incastrata in un loop di sofferenza, spesso alimentato da sensi di colpa irrisolti o da una forte resistenza emotiva ad andare avanti.
Chiedere il supporto di un professionista non significa voler “dimenticare” chi non c’è più, ma darsi il permesso di condividere la sofferenza in uno spazio protetto per evitare che il dolore si cronicizzi. È opportuno intraprendere un percorso terapeutico a Roma Prati quando:
Nel mio studio a Roma Prati affronto l’elaborazione del lutto integrando due approcci terapeutici di comprovata efficacia clinica, capaci di agire sia sul nucleo traumatico della perdita sia sulla ristrutturazione emotiva del presente:
Grazie a questa sinergia, il legame con chi non c’è più non va perduto, ma si trasforma: l’assenza fisica lascia gradualmente il posto a un’interiorizzazione sana dei suoi insegnamenti e dei ricordi felici condivisi.

Laureata in Psicologia presso “La Sapienza” nel 2002 e specializzata in Psicoterapia della Gestalt nel 2007.
Iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio con il numero 11420, lavoro con passione da oltre vent’anni con singoli e coppie nel mio studio a Roma Prati.
Sono terapeuta esperta in EMDR (certificata EMDR Europe Association), in Ipnosi Clinica (certificata SII – Società Italiana di Ipnosi) e perfezionata in Sessuologia presso l’ISC – Istituto di Sessuologia Clinica.
Assolutamente no. L'obiettivo della terapia del lutto non è la cancellazione del ricordo, ma la riduzione della sofferenza a esso associata. Elaborare un lutto significa fare in modo che il pensiero della persona scomparsa non sia più fonte di una morsa straziante al petto, ma si trasformi in una serena e affettuosa malinconia, consentendoti di tornare a investire sulla tua vita.
Un lutto si definisce traumatico quando la perdita avviene in modo improvviso e inaspettato (come un incidente stradale o un infarto fulmineo), in circostanze violente, o quando si è privati della possibilità di stare vicini al proprio caro negli ultimi istanti di vita. In questi casi, lo shock iniziale è così violento da mandare in cortocircuito le naturali capacità di adattamento del cervello, rendendo necessario l'uso dell'EMDR.
Ogni situazione è strettamente personale e risente della storia relazionale vissuta con la persona scomparsa. Dopo una prima fase di consultazione e inquadramento, utilizzeremo le sessioni di EMDR e i colloqui clinici focalizzati. L'integrazione di queste tecniche permette solitamente di riscontrare un alleggerimento del carico d'angoscia e un graduale ritorno alla quotidianità già nel breve-medio termine.
Se il dolore per la perdita di una persona cara è diventato un peso insostenibile che ti impedisce di andare avanti, un percorso terapeutico mirato può aiutarti a ritrovare la serenità e a onorare il suo ricordo.
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