Sperimentare giornate di malinconia, stanchezza o calo dell’umore è una parte del tutto normale della nostra esperienza emotiva, specialmente dopo eventi stressanti come una separazione, un problema lavorativo o una malattia.
Tuttavia, quando lo stato di abbattimento persiste per mesi e si trasforma in un’inerzia costante che blocca le attività quotidiane, non siamo più davanti a una semplice tristezza passeggera, ma a un quadro di depressione clinica.
La depressione agisce come una nebbia fitta: toglie il sapore alla vita, rende insostenibile ogni piccolo contrattempo e fa sembrare l’esistenza priva di senso. Come scriveva il celebre psicologo Rollo May, la depressione è, essenzialmente, “l’incapacità di costruirsi un futuro”.
Riconoscere i segnali del malessere è il primo passo per chiedere aiuto prima che la situazione diventi invalidante. I sintomi più comuni includono:
Presso il mio studio di Roma Prati, aiuto i pazienti a uscire dalla trappola della depressione andando oltre la semplice gestione del sintomo, combinando metodologie cliniche che agiscono sia sulla mente che sul corpo:

Laureata in Psicologia presso “La Sapienza” nel 2002 e specializzata in Psicoterapia della Gestalt nel 2007.
Iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio con il numero 11420, lavoro con passione da oltre vent’anni con singoli e coppie nel mio studio a Roma Prati.
Sono terapeuta esperta in EMDR (certificata EMDR Europe Association), in Ipnosi Clinica (certificata SII – Società Italiana di Ipnosi) e perfezionata in Sessuologia presso l’ISC – Istituto di Sessuologia Clinica.
La depressione può svilupparsi a causa di una combinazione di fattori biologici, ambientali e psicologici. Molto spesso si attiva come risposta a un evento di perdita (un lutto, la fine di una relazione, un fallimento professionale) che riapre, inconsciamente, vecchie ferite o traumi relazionali vissuti durante l’infanzia.
Finché la mente resta agganciata al passato e a dinamiche di sofferenza non elaborate, il cervello continua a inviare segnali di “resa”, bloccando la spinta vitale nel presente.
Non necessariamente. Nelle forme depressive lievi, la psicoterapia individuale si dimostra estremamente efficace come unico trattamento. Nei casi di depressione maggiore o grave, la combinazione tra una terapia farmacologica (gestita da un medico psichiatra) e la psicoterapia integrata rappresenta l'approccio più rapido e completo per ripristinare il benessere del paziente.
La differenza principale sta nella durata e nell'intensità: se lo sconforto è temporaneo e proporzionato a un evento accaduto, è una normale reazione di adattamento. Se invece il malessere dura da più di qualche mese, si estende a ogni ambito della vita e ti impedisce di svolgere le normali attività, è opportuno richiedere una consulenza specialistica.
Chi è depresso tende a isolarsi e spesso rifiuta l'aiuto perché si sente senza speranza. Il modo migliore per stargli vicino è evitare frasi colpevolizzanti del tipo "Devi sforzarti" o "Reagisci", preferendo un ascolto empatico e accogliente, per poi accompagnarlo con delicatezza a fare il primo passo verso un consulto psicoterapeutico.
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