- Settembre 29, 2025
- Valentina Arci
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ToggleCosa sono i traumi infantili
I traumi infantili includono tutte quelle esperienze, situazioni o condizioni – come maltrattamenti, trascuratezza o mancanza di cura – che compromettono il diritto del bambino a una crescita sana e equilibrata. Molti vissuti dell’infanzia, anche se apparentemente di minore importanza e spesso dimenticati o mai condivisi, possono lasciare ferite profonde che si riflettono nel nostro comportamento adulto. Si manifestano, per esempio, in difficoltà relazionali, bassa autostima e convinzioni negative su di sé.
È importante sottolineare che un trauma non deve necessariamente avere i connotati estremi della violenza fisica o sessuale per essere tale. Anche esperienze come offese ripetute, mancanza di ascolto, svalutazione emotiva o atteggiamenti freddi e distaccati possono costituire una forma di abuso emotivo, soprattutto quando provengono da figure da cui il bambino dipende affettivamente e fisicamente.
Genitori, insegnanti, parenti o altri adulti di riferimento possono – spesso inconsapevolmente – ferire il senso di identità e di valore del bambino, lasciandogli addosso la sensazione di non essere visto, riconosciuto o amato.
Conseguenze dei traumi infantili nella vita adulta
Cure genitoriali carenti o inappropriate vengono spesso interiorizzate dal bambino come conferma della propria presunta inadeguatezza:
- “Non mi amano perché non valgo niente”
- “Mi trattano male perché sono cattivo”
Queste convinzioni radicate possono persistere nell’età adulta e trasformarsi in credenze:
- “Non sono una brava persona”
- “Non merito di essere amato”
- “Non valgo”
- “Sono inadeguato”
Idee simili condizionano fortemente la percezione di sé, le relazioni affettive e la capacità di esprimere le proprie emozioni e devono essere cambiate in opinioni positive di sé.
Quando le emozioni del bambino vengono ignorate o sminuite, ad esempio con frasi come “Smettila di lamentarti, non è niente”, il messaggio implicito che riceve è che il proprio dolore non ha valore e potrebbe sentirsi squalificato, sbagliato o colpevole. Col tempo, questa svalutazione emotiva può portare a una difficoltà cronica nel manifestare sentimenti e bisogni.
Un esempio concreto: se un bambino costruisce un castello di sabbia e viene sgridato con frasi come “Guarda come ti sei sporcato, che disastro! Vergognati!”, ciò che rimane non è la gioia della creazione, ma la sensazione di essere sbagliato.
Da adulti, queste esperienze possono trasformarsi in un’autopercezione svalutante, che coinvolge vari ambiti della vita perché la sensazione di essere svalutati può venire generalizzata anche ad altri ambiti di vita.
Poiché, data la giovane età, il bambino non è ancora in grado di affermare con chiarezza i propri bisogni e diritti, può sentirsi sopraffatto da certi atteggiamenti dei genitori — volontari o involontari — e interpretarli in modo disfunzionale, ostacolando così il suo processo di crescita.
Per questo motivo, quando in età adulta una persona manifesta sintomi che sembrano riconducibili a quelle esperienze, è fondamentale rielaborare gli eventi del passato in una nuova prospettiva e dare spazio, nel presente, a ciò che da bambini non si è avuto modo di vivere o esprimere.
Il ruolo dell’E.M.D.R. nella rielaborazione dei traumi precoci
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una terapia psicologica che consente di rielaborare i ricordi traumatici, restituendo alla persona il potere di dare un nuovo significato alle esperienze passate.
Durante il trattamento, il paziente rivive le emozioni collegate a determinati eventi, ma con le risorse dell’adulto che è oggi. Questo gli permette di:
- riconoscere i propri bisogni infantili inascoltati,
- mettere in discussione le convinzioni limitanti su di sé,
- riappropriarsi dei propri diritti emotivi,
- correggere le interpretazioni disfunzionali maturate nel passato.
Un aspetto centrale della terapia EMDR è proprio questo “riconoscimento retroattivo” del trauma: il bambino ferito continua a vivere simbolicamente nell’adulto, e ha bisogno di essere accolto e curato.
Il trauma infantile come distorsione del Sé
Quando un genitore trasmette messaggi svalutanti, il bambino – non avendo ancora strumenti critici per discernere ciò che è giusto da cosa è sbagliato – tende ad accettare ciò che gli viene detto come verità assoluta. Così, interiorizza l’idea che, se viene trattato male, è perché lo merita o che, se viene rifiutato, è perché non vale.
Questa convinzione si consolida in un senso di colpa cronico e in un’autostima fragile, portando l’adulto a pensare di non meritare amore, rispetto o considerazione. Spesso, questi schemi si ripropongono nelle relazioni affettive, generando dinamiche ed emozioni simili a quelle vissute da piccoli: rifiuto, abbandono, disapprovazione, colpa.
La terapia EMDR interviene proprio qui: aiutando la persona a distinguere tra ciò che è stato e ciò che è, a rielaborare i ricordi senza più subirli, e a uscire dal ciclo della ripetizione emotiva.
Benefici dell’E.M.D.R. nei traumi dell’infanzia
Rievocare i ricordi traumatici non serve solo a ricordare, ma a comprendere come il presente sia ancora influenzato da un passato non elaborato. Raccontare l’esperienza, anche solo immaginando il sé bambino, permette di riconoscere quanto quel bambino fosse impaurito, confuso, solo – e quanto avesse bisogno di protezione.
Un esempio molto potente di questo processo viene dal romanzo Fiori per Algernon di Daniel Keyes. Il protagonista, Charlie, rievocando un ricordo doloroso, afferma:
“Vorrei poterlo consolare, spiegargli che non ha fatto niente di male … Se potessi tornare nel passato, le farei capire quanto mi feriva – riferendosi alla madre – “.
Questo tipo di consapevolezza – che emerge spontaneamente anche nelle sedute EMDR – è il primo passo verso la riparazione: il paziente, da adulto, può finalmente dare voce a ciò che da bambino non poteva dire, completando un processo emotivo rimasto in sospeso.
Quando ciò non accade, una parte di sé resta congelata nel passato, impedendo all’individuo di sentirsi completo e in equilibrio.
I traumi dell’infanzia non si cancellano, ma possono essere rielaborati. La terapia EMDR offre un percorso efficace per sanare quelle ferite precoci che continuano a condizionare la vita adulta.
Attraverso l’integrazione tra emozioni, ricordi e consapevolezze nuove, è possibile costruire una narrazione più sana di sé e riscoprire il proprio valore, restituendo dignità al proprio vissuto e libertà al proprio futuro.


