disturbo borderline psicologa roma

Le emozioni giocano un ruolo centrale in questo disturbo poiché il problema principale per chi ne soffre è dato dall’incapacità di dosare le reazioni emozionali in virtù di una mancanza di cognizione e di discernimento del livello di intensità delle sensazioni. Molto spesso queste ultime vengono amplificate e la persona non riesce a tenerle sotto controllo; pertanto, il disturbo è caratterizzato da una profonda instabilità emotiva. 

Sintomi del disturbo Borderline

Secondo la classificazione dei disturbi mentali (DSM-V) i sintomi per poter diagnosticare un disturbo Borderline sono:

  • sforzi per evitare un abbandono reale o immaginato da parte delle persone cui si è legati affettivamente, sebbene l’atteggiamento assunto in virtù di questo obiettivo induca ad ottenere l’effetto contrario
  • assunzione di un modello relazionale ambivalente: il comportamento nelle relazioni varia in base all’alternanza di un’idealizzazione e di una svalutazione estreme degli altri, che cambiano a seconda di quello che fanno; ne consegue che la persona può avvertire rispettivamente un entusiasmo e un’euforia dilaganti o una grande delusione mista a disperazione
  • impulsività e tendenza all’esagerazione, nonché a fare azioni sconsiderate e dannose come abuso di sostanze, shopping compulsivo, abbuffate, comportamenti sessuali eccessivi  
  • minacce suicidarie e atti lesionisti
  • alternanza delle risposte emotive e degli stati umorali come irritabilità, ansia, disperazione, angoscia, che possono perdurare anche soltanto poche ore
  • sensazioni di vuoto
  • scoppi di ira e difficoltà a controllare la rabbia
  • idee paranoidi o dissociazione (incapacità di restare ancorati ai dati di realtà)
 

Cause del masochismo nella personalità Borderline 

Potremmo dire che per alcuni aspetti la personalità borderline corrisponde ai tratti tipici del carattere masochista per il fatto di soffrire di un’angoscia marcata che rende ansiosi prima di affrontare qualunque situazione e che si esprime come: predisposizione a lamentarsi, tendenza cronica all’autolesionismo e mania di tormentare gli altri. Questo atteggiamento non fa soffrire il masochista meno di chi gli sta intorno. Solitamente chi ha questo disturbo vive un conflitto interiore molto forte, che lo costringe a dibattersi e ad opporvi resistenza, per cui sembra avere la necessità di liberarsene cercando una certa scarica emotiva. 

Il conflitto è dettato dalla forte ambivalenza emozionale che le persone con disturbo Borderline hanno vissuto nella relazione con i genitori, i quali facevano sentire amati i loro bambini a patto che si mostrassero obbedienti, pena la perdita del loro affetto; dunque, è facile comprendere come queste persone si sentissero costantemente minacciate di essere abbandonate, anche qualora questo non accadesse. A fronte del timore di essere messi da parte, il bisogno smodato di essere approvati spiega il motivo per cui chi ha una personalità Borderline fa di tutto per piacere agli altri, fino a mostrarsi servile. 

Sebbene il masochista sia capace di assumere un atteggiamento di sottomissione, funzionale ad apparire come la vittima degna di compassione, è anche capace di essere particolarmente aggressivo per instillare negli altri il senso di colpa. In entrambi i casi quello che cerca di ottenere manipolando gli altri è di far credere loro di essere in torto e attirare l’attenzione su di sé. Tuttavia, l’aggressività non è diretta soltanto agli altri ma anche rivolta all’interno e trattenuta sotto forma di angoscia, mentre i sentimenti di tenerezza non possono essere espressi perché generalmente sono stati inibiti dai genitori, incapaci di manifestarli. 

Spesso i pazienti Borderline hanno avuto una madre anaffettiva e indifferente. Da piccoli non hanno superato adeguatamente la cosiddetta fase di individuazione – separazione, durante la quale di solito intorno ai due anni il bambino/a è in grado di sopportare la separazione dalla mamma con una certa sicurezza. 

Le persone Borderline invece, hanno avuto difficoltà a considerarsi fisicamente separate dalla loro mamma e ad accettare di non essere un tutt’uno con lei, come inizialmente si percepisce il neonato; pertanto sono rimaste preoccupate che la madre scompaia e resti separata da loro in tutti i sensi. Per questo la persona Borderline non si fida dei sentimenti che gli altri provano nei suoi confronti ed è molto guardinga rispetto al loro modo di agire. 

L’atteggiamento masochista di questo tipo di personalità sta nel cercare di ottenere amore con ostinazione e provocazioni, con l’intento paradossale di fallire in questo tentativo, per potersi biasimare ed autopunire, innescando un circolo vizioso. È un po’ come se dicesse a sé stesso: “non ce la farai, sei proprio un incapace. Nessuno ti ama”

È come se contrastasse la sua paura dell’abbandono facendo in modo che l’altro lo abbandoni per vedere confermato il suo timore. 

Il meccanismo mentale che è all’origine di questa problematica è molto complicato e perverso: induce la persona a adottare la stessa tattica del nemico al fine di sconfiggerlo, finendo con opprimere e umiliare sé stesso, nel tentativo di lenire il suo senso di colpa. In tal modo può continuare a punirsi per il fatto di aver sbagliato ed essere responsabile della rottura delle relazioni affettive che stringe per sentirsi al sicuro.

L’esibizionismo riscontrabile in questo carattere, invece, nasce generalmente dagli atteggiamenti di derisione e di disapprovazione subiti nell’infanzia, è dettato da un senso di rivalsa e funziona come una sorta di riscatto. 

Il trattamento del disturbo Borderline richiede innanzitutto che la persona diventi consapevole di questo meccanismo malsano per interrompere il circolo vizioso che lo determina.

Terapia per il Disturbo Borderline

Alcuni degli atteggiamenti che il paziente deve riconoscere e dei quali deve imparare a riscontrare le conseguenze sono: 

la tendenza a manovrare e manipolare le persone con l’inganno e l’ambiguità;

il vittimismo, che induce ad assumere il ruolo della parte lesa; 

la natura vendicativa dell’atteggiamento di ripicca; 

il comportamento provocatorio con il quale nasconde il rancore;

intolleranza alla separazione e alla solitudine.

La terapia per il disturbo Borderline deve essere incentrata principalmente sugli avvenimenti della storia di vita del paziente che hanno portato alle sue difficoltà di gestione emotiva riguardo alle proprie reazioni. Bisogna comprendere cosa è accaduto nelle relazioni primarie con le figure di riferimento e calarsi in tutte quelle situazioni del passato nelle quali il paziente non ha avuto modo di rispondere adeguatamente al contesto, come per esempio può essere successo a una persona alla quale da bambina/o è stato impedito di piangere in un’occasione triste oppure il suo stato d’animo è stato sminuito.

A tal fine la terapia EMDR può essere molto efficace.

Se soffri di questo disturbo la psicoterapia può insegnarti alcune abilità utili a:

  • gestire le emozioni appropriatamente ed esprimerle in modo consono al contesto
  • ridurre il grado di impulsività aiutandoti a notare i sentimenti piuttosto che ad agire di conseguenza
  • migliorare le relazioni diventando consapevole dei tuoi sentimenti e di quelli degli altri
  • sintonizzarsi con le emozioni degli altri e sviluppare una maggiore empatia 
  • cambiare le idee che generano convinzioni erronee sul proprio conto e che portano ad avere una visione distorta della realtà
  • riconoscere da dove derivano gli sbalzi di umore e distinguere una reazione esagerata da una congrua in modo da pensare prima di agire in modo avventato 
  • ridurre i comportamenti istintivi e trovare delle strategie alternative per rispondere alle situazioni

Con la terapia e, nei casi più gravi, con una cura farmacologica in parallelo, la persona può vivere più serenamente e instaurare delle relazioni sane con gli altri.

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