Domenica 19 Giugno 2022

Cos’è la depressione

Pubblicato in Depressione

Come si fa a capire se sono depresso?
Per rispondere a questa domanda bisogna anzitutto conoscere la differenza tra un normale stato depressivo e la depressione intesa come patologia.

In genere, quando qualcuno afferma di essere depresso, definisce il suo stato in virtù di una
costante sensazione di tristezza o di scoraggiamento, dovuta all’insoddisfazione per l’andamento dei propri rapporti, del lavoro che svolge o della vita che conduce.
La persona che si sente depressa può avvertire
emozioni persistenti di ansia e di angoscia, sentirsi priva di entusiasmo e di volontà nel fare le cose e avere anche la tendenza a socializzare di meno e a isolarsi.
Ma tali sintomi potrebbero essere la risposta ad un problema contingente, oppure la reazione a condizioni stressanti, peraltro del tutto normali in determinate circostanze, purché temporanee. 
Infatti se ci sembra di essere depressi a causa di un
lutto o di una separazione, oppure a seguito di un cambiamento importante come un arresto di carriera, una crisi coniugale o una malattia, potrebbe trattarsi semplicemente di reazioni simili a quelle tipiche di un quadro depressivo più serio, ma non sufficienti a diagnosticare la depressione perché proporzionate rispetto a quanto accaduto.
In questi casi, dunque, anziché attivarsi per superare il momento di difficoltà, ci si potrebbe abbattere e restare passivi con una conseguente perdita di forze fisiche e mentali, che farebbe pensare di essere depressi anche quando reagire così è naturale. Mentre quando si è depressi diventa difficile fronteggiare anche un usuale contrattempo.
Per questo è opportuno indagare a fondo le cause di una simile condizione di disagio prima di definire la persona “depressa”.

La
depressione definita come vera e propria patologia, invece, può derivare anche da cause differenti, spesso radicate nel passato, ed è caratterizzata da sintomi molto più acuti e duraturi di quelli descritti e che diventano inabilitanti per la persona.
Ciò significa che
non si riesce più a provare piacere nello svolgimento delle attività che prima ci facevano stare bene, non si è più in grado di attendere alle ordinarie occupazioni quotidiane, non ci si cura di sé né dei propri familiari e non si ha più voglia di fare nulla.
L’esistenza sembra priva di senso, come se tutto quello che si fa fosse inutile, mentre l’interesse a raggiungere gli obiettivi prefissati viene meno. Per chi è depresso l’impedimento maggiore alla serenità è dato dal fatto che manca il desiderio di costruire e realizzare progetti, sia a lungo che a breve termine, e dal fatto che proiettarsi nel futuro diventa impensabile. Tanto che lo psicologo Rollo May definiva la depressione "l'incapacità di costruirsi un futuro".
Il problema principale di chi è depresso è che i suoi pensieri sono interamente rivolti al passato e a ciò che non ha funzionato e questo, oltre a determinare un profondo
senso di colpa, crea un blocco ad agire liberamente perché la persona non riesce ad immaginare una realtà diversa da quella attuale ed è condizionata da credenze irrazionali.
Inoltre, anche il fatto di preoccuparsi eccessivamente per aspetti che prima non venivano considerati problematici e di rimuginare di continuo su di essi può essere un segnale che si è veramente depressi.

Tuttavia, quando ci si sente un po' abbattuti e demotivati, si fatica a fare ciò che prima si faceva senza alcuno sforzo e si inizia ad affrontare tutto con poca energia e svogliatezza,
è bene dunque prestare attenzione ai propri stati d’animo e chiedere l’aiuto di un terapeuta, altrimenti la condizione che stiamo vivendo potrebbe precipitare e diventare ingestibile.
Infatti, se un simile stato di inerzia persiste per alcuni mesi e si associa anche alla perdita di interesse per tutte le attività del quotidiano, alla presenza di pensieri catastrofici e pessimistici, insonnia, perdita di appetito e mancata cura di sé, nel tempo può comportare una diagnosi di depressione che richiede un trattamento mirato e continuativo.


Quando questi sintomi si protraggono a lungo possono cronicizzarsi e portare a un abbassamento costante del tono dell’umore e a un senso di demoralizzazione tali che la persona rinuncia a fare sempre più cose, esce di meno di casa, abbandona gli interessi che prima la appassionavano, smette di parlare dei suoi problemi con gli amici e i familiari e tende a chiudersi nel proprio guscio sentendosi incompresa, fino a quando si estranea quasi completamente da ciò che la circonda.

Pertanto
il fatto di essere tristi non basta a definire la depressione in quanto tale, perché questo stato d'animo non è l’unico sintomi che permette di distinguere una condizione cronica e patologica da una normale e transitoria, a meno che l'intensità della tristezza non sia poporzionata alla gravità degli eventi che l'hanno generata.

Per capire se si è affetti da una vera e propria sindrome o si sta vivendo un normale stato di sconforto e di infelicità, è preferibile rivolgersi a un professionista per avere una consulenza ed essere aiutati a ripristinare una situazione di normalità.

La psicoterapia, infatti, è ancora più efficace se si interviene non appena emergono i primi sintomi del malessere, soprattutto se sono concomitanti con un evento straordinario.

In ogni caso, qualsiasi disagio di carattere psicologico va inteso come un segnale di allarme utile a prevenire l’insorgere di una situazione più grave.






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