- Febbraio 23, 2026
- Valentina Arci
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ToggleMemoria fotografica
La maggior parte delle informazioni viene ricordata attraverso la cosiddetta memoria fotografica, che funziona tramite immagini, alle quali la mente associa una estrema quantità di collegamenti. Le immagini rimangono vivide anche nel tempo, soprattutto quando il connotato emotivo legato al ricordo è molto intenso: in questi casi si attiva la memoria affettiva. Per esempio, ascoltare una canzone legata a un certo periodo della vita può far riaffiorare immediatamente eventi e sensazioni di quel momento; un fenomeno analogo avviene con la memoria olfattiva, ancora più potente nel richiamare percezioni sensoriali.
Il processo di integrazione nella mente conscia dei ricordi e delle relative emozioni è governato proprio da questo meccanismo.
Dato che, come è noto, gli effetti di alcuni eventi del passato possono essere durevoli e ricorrenti e irrompere nella vita quotidiana sotto forma di sogni, sensazioni negative o sintomi psico-fisici, è importante ricondurre tali manifestazioni alle loro cause originarie in modo che non impattino più sull’esistenza della persona.
Il ruolo dell’EMDR nell’elaborazione del trauma
La terapia EMDR aiuta il paziente a sciogliere il legame con il passato, permettendogli di ristrutturare il presente in modo diverso. È fondamentale che entri in contatto con i ricordi per riconoscere quali suscitano ancora emozioni disturbanti e convinzioni negative su di sé. Poiché nel ricordo gli avvenimenti possono essere accentuati o distorti, diventa essenziale recuperare una visione più accurata di ciò che è accaduto, ampliando la consapevolezza nella direzione di interpretazioni più accettabili.
Durante il processo terapeutico con l’EMDR il paziente:
- esce da una visione emotiva e cognitiva rigida,
- riconosce e legittima i propri sentimenti,
- recupera la rabbia inespressa,
- riconsidera idee vissute solo in termini negativi,
- si libera dai sensi di colpa,
- attribuisce un significato meno drammatico all’esperienza,
- ammette la sofferenza causata da persone o circostanze del passato.
Differenza con altri approcci terapeutici e come funziona
A differenza di altri metodi, l’EMDR permette alla persona di raccontare il dolore e, allo stesso tempo, di riviverlo nel presente con una nuova consapevolezza soprattutto riguardo al senso di ingiustizia e di impotenza che possono aver accompagnato il vissuto traumatico. Questo contatto diretto con le emozioni consente al paziente di dare risposte diverse da allora e acquisire risorse cognitive ed emotive che non erano disponibili nel momento traumatico originario.
L’EMDR consiste principalmente nel ripercorrere il vissuto con l’ausilio delle stimolazioni oculari, che facilitano la riattualizzazione delle vicende passate nel qui ed ora, imparando a viverle con crescente distacco fino a percepirle come appartenenti soltanto al passato.
L’obiettivo non è dimenticare, ma ricordare sapendo che la situazione attuale – dentro e fuori la seduta è diversa.
Il terapeuta guida il paziente ponendo domande mirate a far emergere una nuova consapevolezza fino a quando ciò che prima lo disturbava si trasforma e diventa possibile ricordarlo con serenità. In questo modo l’EMDR permette di rivisitare parti del ricordo nel presente, favorendo nuove conoscenze e prospettive.
Esplorare il vissuto emotivo in un contesto sicuro, dove la situazione che allora era minacciosa non rappresenta più un pericolo, consente di potersi appoggiare alla convinzione che ora è supportata dall’esperienza, ovvero che l’evento passato non è più reale.
Così può essere lasciato nel passato e dare seguito a una riorganizzazione cognitiva che libera la persona dal sentirsi in balia del proprio vissuto.
Come si modifica la memoria traumatica
Quando viviamo un trauma, il primo impatto emotivo può lasciare nella mente tracce indelebili legate agli effetti del trauma, che riaffiorano alla memoria così come furono percepite allora. Le immagini, le credenze e le sensazioni fisiche registrate in quel momento diventano persistenti.
Con l’EMDR questo sistema di credenze e le emozioni corporee vengono modificate grazie all’emergere di scelte non compiute e di possibilità prima invisibili, sottraendo la persona all’idea di essere irreversibilmente rispetto responsabile dell’accaduto. Il trauma, raccontato e ripercorso in seduta, diventa un evento concluso che non produce più gli stessi effetti.
L’EMDR cambia il modo in cui il ricordo si configura e permette al soggetto di non identificarsi più come vittima.
Efficacia dell’EMDR
L’EMDR favorisce il compimento di situazioni emotivamente ancora aperte del passato, che si tenta inutilmente di chiudere con gli stessi strumenti di allora. Crea un collegamento tra la storia vissuta e quella attuale, promuovendo un cambiamento del modo di condurre l’esistenza nel presente.
L’efficacia dell’approccio sta nel fatto che non si limita alla narrazione del ricordo – che rischierebbe di ripetersi sempre uguale – ma il paziente rende presenti e vividi gli aspetti del ricordo che lo disturbano e, attraverso un processo trasformativo inconscio, li modifica nel qui e ora.
Con l’EMDR il paziente può rendere vive le sensazioni legate a una determinata circostanza: se, per esempio, in passato aveva provato rabbia, recupera la specifica memoria emotiva nel contesto che l’ha provocata.
Trasformare il ricordo e risolvere il trauma senza sospesi
Ognuno di noi porta con sé un bagaglio di esperienze che sono legate a emozioni non sempre consapevoli. Alcune di esse restano come bloccate in un “flash” che torna alla mente in modo totalizzante. Quando si comprende che quella scena riattiva un vissuto più presente e – che neppure l’emozione di allora è più reale – il passato smette di tormentarci e si può tornare a vivere liberamente.


